
Rassegna cinematografica anno scolastico 2025/26
“Sì, viaggiare”
Progetto PTOF 2025-2026 Moby Dick
TURNI Novembre 2025 – Marzo 2026
1° Turno centrale (venerdì 21.11.25; mercoledì 7.1 .26; martedì 3.02.26; giovedì 5.03.26)
3A (17) Mazzarella
4A (21) Di Paola
5A(21) Della Moglie
3G (20) Russo
4G (21) Crispino
5G (20) Longobardi
3H (22) Goretti
4H (25) Iacomino
5H (22) Bizzarro
1I (27) Samà
2I (28) ®
3I (22) ®
4I (23) Marlino
5I (23) Catalfamo
3L (15) ®
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2° Turno centrale (mercoledì 26.11.25; giovedì 8.1.26; venerdì 6.02.26; lunedì 9.03.26)
3B (19) ®
4B (23) ®
5B (22) ®
3C (23) Nicolosi
4C (23) Colicchio
5C (20) Ciambelli
1D (28) Marrone
2D (28) Tommasetti
3D (23) Morra
4D*(26) ®
5D (20) Petrone
3E (23) Aiello
4E* (23) de Cristofaro
5E (24) Bombace
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Turno Succursale (mercoledì* 03.12.25; venerdì 9.01.26; mercoledì 4.02.26; martedì 10.03.26)
1B (28) ®
2B (25) ®
1C (28) Coppola
2C (27) Casalini
1E (28) Tramontano
2E (25) ®
1F(28) ®
2F (26) Saffiotti
2G (25) ®
1H (28) ®
2H (26) Esposito
1L (28) ®
2L (23) Galluccio
N.B. Dove non è presente un solo accompagnatore [ ® ] il coordinatore di classe avrà cura di indicare la turnazione dei docenti e di comunicare preventivamente il nominativo presso i relativi uffici di vicepresedenza
Si confida nella buona riuscita
Le autorizzazioni sono pronte per essere ciclostilate per tutti i partecipanti

https://youtu.be/pUllbEosuzg?si=2Sl2lJYBv_slPoSL
Oggi che le destinazioni verso i paesi più lontani sono a portata di click grazie a Internet e ai voli
low cost, sembra che il viaggio abbia perso la sua componente di scoperta e di esotismo per divenire
soltanto un evento rappresentabile sui social. Invece, i quattro film inclusi nella rassegna
raccontano, ciascuno a suo modo, storie di persone in transito – fisico, emotivo o esistenziale –
che si trovano a varcare confini, reali o simbolici dove il viaggio assume la dimensione di una
esperienza formativa, di conoscenza di se stessi e di crescita.
Sì, VIAGGIARE
Se c’è una parola particolarmente evocativa e dagli inesauribili significati, quella parola è senz’altro “viaggio”, non solo inteso come spostamento fisico, bensì come conoscenza, ricerca, scoperta, crescita, cambiamento, esperienza, incontro, fuga. La vita stessa è un viaggio, dicono poeti, scrittori e artisti, da sempre affascinati e ispirati da questa immagine dell’esistenza come di un percorso peculiare e unico. Viaggiare, un tempo, non era certo un passatempo, bensì una forma di acquisizione del sapere, la sola, in tempi più remoti. Da Alessandro Magno a Marco Polo, da Wolfgang Goethe a Stendhal, da Charles Darwin a Friedrich Nietzsche, da Jack Kerouac a Bruce Chatwin, ogni epoca è contrassegnata da viaggi e viaggiatori che hanno lasciato il segno, inseguendo il mito di Ulisse, il viaggiatore per eccellenza, cui Dante fa dire ai suoi uomini, stanchi del loro eterno peregrinare: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. In origine viaggiare significava andare incontro all’ignoto, accettare dei rischi, possedere una mente aperta e una buona dose di coraggio; al giorno d’oggi invece tutto è già programmato: cosa vedremo, cosa faremo, dove mangeremo, dove dormiremo, con un tasso di rischio pari allo zero e con al massimo l’unica preoccupazione per gli scioperi dei trasporti. Che sicurezza, che comodità, ma dove li mettiamo lo stupore, la meraviglia, il gusto dell’avventura, che ci sono stati portati via da un eccesso di informazioni, spegnendo l’immaginazione? Ecco, nella rassegna di quest’anno, che ruba il titolo a una vecchia canzone di Lucio Battisti, dal testo sbarazzino ma non banale (“Sì, viaggiare, evitando le buche più dure, senza per questo cadere nelle tue paure”), vogliamo proprio recuperare la dimensione più pura e originaria del viaggio, dove lo spostamento fisico, che sia di poco o di tanto non importa, rappresenta qualcosa di davvero importante e significativo per chi lo compie. Ed ecco allora che nell’avvincente “NAPOLI – NEW YORK” il viaggio è quello del migrante che un tempo salpava alla volta dell’America carico di speranze, ma anche di paure per le incognite che lo attendevano, come Celestina e Carmine, che affrontano il loro viaggio con l’incoscienza e la sfrontatezza della loro giovane età. Il viaggio di Thibaut nel delicato “L’ORCHESTRA STONATA” è un viaggio doloroso e riparatore di un grave torto, alla ricerca della propria identità, dopo la scoperta casuale di un segreto, con tutto il carico esistenziale ed emotivo che comporta. Al centro del toccante “IL MAESTRO CHE PROMISE IL MARE” c’è il desiderio di un viaggio rimasto inesaudito, ma non per questo meno potente, perché proprio da un viaggio mancato ne scaturisce un altro, nel tempo e nella memoria, alla ricerca di verità e giustizia. Sono più di uno i viaggi raccontati nel sorprendente “L’ABBAGLIO: quello epico della celebre spedizione del 1860, con le mille camicie rosse al seguito di Giuseppe Garibaldi,quello picaresco di una coppia di malcapitati, infine quello personale di ritorno alle proprie radici, nel senso del Nostos greco, di un anziano militare. Ci sono volute oltre novecento pagine per raccontare il viaggio di un giorno qualunque nella vita di Leopold Bloom, novello “Ulisse”, nella Dublino di James Joyce, così come in un “Un sogno lungo un giorno” si consuma l’amore di Hank e Franny fra le luci di Las Vegas nel film di Francis Ford Coppola. Ecco, il cinema, la letteratura e l’arte in generale, sono capaci di trasformare il quotidiano e l’ordinario in qualcosa di speciale e meraviglioso, di smussarne gli aspetti più faticosi e difficili, di valorizzarne i meno significativi, per fare della vita un viaggio che vale sempre la pena di intraprendere.

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